Perché adottare un bambino in Guinea Bissau?

Posted by Maria Lùcia Amado Correia

«Sono seduta davanti a casa... vedo arrivare un uomo in motorino... si ferma davanti a me... si presenta... è il padre di tre alunni della nostra scuola… si scusa per non avere ancora pagato le rate, mi chiede di aspettare ancora un po’, domani tenterà di fare un prestito, poi verrà a saldare il suo debito. Mentre lui si allontana sento un peso nel cuore… e il desiderio di venirgli incontro è grande!
Valdo è un ragazzino lasciato dalla madre… il padre si è risposato ma non ha voluto portarselo nella sua nuova famiglia… lui è rimasto con la nonna… e questa lo può mantenere appena… ma non, di certo, pagargli la scuola…
Dietro a casa nostra vive una numerosa famiglia mussulmana. La prima moglie ha 10 figli… le 3 più piccole sono gemelle. Hanno sempre giocato nel cortile della scuola… ma quando arriva l’età di frequentarla se ne andranno perché non ci sono i mezzi per pagare… ma come mandarle via, loro, che sono come di casa?
Monica è rimasta sola con il padre… ma questo ha trovato un lavoro lontano… la consegna ad una famiglia dove bambini e ragazzi sono già tanti… Qui troverà un tetto e un piatto di riso… ma chi pagherà la scuola e un vestitino grazioso ogni tanto?
È a questi e a molti altri casi simili che può rispondere il gesto di una adozione a distanza.»