Centro di crescita e svipuppo

Posted by Irene Ratti




Eccovi uno sguardo di come il Centro Infantile ha vissuto quest’anno 2014. Ripartiti con l’apertura dell’anno sociale in febbraio sono giunti i bambini delle famiglie più attenti all’educazione dei figli ed economicamente più stabili. Per gli altri c’è stata invece un’iscrizione lenta che si è prolungata nel tempo a causa di difficoltà: trasferimento delle famiglie in zone periferiche non favorite dai trasporti pubblici; perdita di lavoro del genitore, mercato del lavoro sempre più difficile, economia del paese in crescita, ma con aumento dei costi per gli alimenti di prima necessità; genitori che inscrivono i figli dove hanno opportunità di passaggio dall'asilo alla scuola. 


Questi fattori hanno fatto registrare una decrescita delle presenze nel Centro Infantile. Sono stati 137 iscritti, un numero di poco superiore a quello del 2012 che è stato di 128 bambini: Quaranta bambini in meno rispetto all'anno precedente.

La richiesta costante da parte dei genitori di dar vita a uno spazio di scuola elementare viene dall'anno 2012. Personalmente ci soffro quando a fine anno cerco spazio nelle scuole cattoliche e queste sono super piene e devo ripiegare su scuole di origine protestanti. 

La riduzione del numero, tuttavia ha avuto i suoi aspetti positivi: maggiore qualità dei servizi e un’attenzione maggiormente personalizzata sia nei programmi educativi, sia nell'accompagnamento psicologico dei bambini con carenze affettivi e disturbi psichici. 



Bambini sostenuti a distanza

Anche quest’anno i bambini sostenuti dal progetto sono 32 quelli interni al Centro Infantile e 24 nelle scuole altre, soprattutto nella vicina scuola completa Patrice Lumumba.

Al Centro Infantile abbiamo avuto la presenza di bambini con disturbi affettivi, in particolare Zelia e Moisés, figli di una mamma con gravi disturbi mentali, sfruttata sessualmente e, quando gravida, non fa ritorno a casa. Sono approdati al Centro per interessamento dello zio che fa di tutto perché vengano tolti alla mamma, la quale non ha nessuna capacità e possibilità economica ne educativa. Ce li ha affidati chiedendoci che facessimo di tutto per trovare un orfanatrofio, lontano da casa. La mamma quando peggiora di notte si prende i bambini e scompare senza lasciare traccia ne di sé ne dei bambini. Noi ci stiamo interessando, ma sono pochi i luoghi che accolgono bambini in situazione di abbandono a non essere quelli dello Stato. Noi pensiamo che i bimbi hanno già sofferto molto, al centro sono vicini alla casa della nonna e quindi fino al 5 anno staranno con noi.

Un altro bambino è Rizuane, figlio di un pachistano, anche lui ha avuto traumi infantili seri con la mamma gelosissima che si vendicava col marito facendo soffrire il figlio. Abbiamo ancora Scelton Paolo col fratellino, abbandonati dai genitori alla nonna, pure lei senza sostegno economico. I bambini erano malnutriti e lei ammalata. Assieme a questi abbiamo due orfani Edna e Nelio, questo già alla prima classe. Vivono con la nonna malaticcia e senza forze. Tutti questi hanno l’accompagnamento Psicologico. Al Centro Infantile socializzano, hanno buona alimentazione, l’attenzione affettuosa delle educatrici e questo è il fattore principale dei risultati positivi che il lavoro educativo del centro raccoglie.

Coi genitori realizziamo quattro incontri annuali con l’obbiettivo di creare un interesse attorno al bambino, che non sia solo nostro, ma anche dei responsabili dell’educazione dei bambini, genitori, nonne/i, di far sentire che anche il bambino ha la sua identità e personalità. Promuoviamo, quando i genitori sono disponibili, incontri personalizzati coi genitori in difficoltà relazionale e, in procinto di separazione, perché pensino al disagio e alla sofferenza dei figli. Qualche coppia ha ritrovato la motivazione giusta per rimanere unita, con tanta felicità dei loro bambini. 

Ogni giorno c’è si tanto lavoro, ma anche tante meraviglie che l’amore di Dio opera, valendosi anche del nostro amore, che si fa interesse attento alle necessità, talvolta inespresse dei bambini. Per me c’è anche la gioia di essere a servizio di povertà materiali, ma soprattutto di situazioni umane che danno concretezza alla mia vocazione di missionaria del Sacro Cuore, chiamata a vivere un amore che si fa servizio a persone e situazioni dove è maggiormente richiesta l’azione e l’apporto umanizzante della persona e dell’ambiente.



Momenti importanti del Centro

Festa del bambino 1 Giugno, seguita dalla festa del 16 Giugno, giorno del Bambino Africano. Sono 15 giorni di attività didattiche e ricreative, quali: gite, visite di alcuni luoghi di importanza didattica. Abbiamo visitato la TVM, sede della televisione mozambicana e il Luna Park dove hanno vissuto l’emozione di entrare nelle auto e girare, urtarsi a velocità, per loro supersonica. 

Il Festival del Bambino, la nostra partecipazione a questo evento è stata poco preparata, ma ai bambini scelti per questo evento sono partiti entusiasti, cantando a squarcia gola: “A minha escolinha è bonita eu também sou bonito”. Traduzione: “Il mio asilo è bello e anch’ io sono bello/a”.

Fine Anno scolastico: Festa di consegna degli attestati di frequenza 

Quest’anno visto la ricerca di asili che facilitano l’ingresso diretto alle elementari i bambini che hanno ricevuto il Diploma finale sono stati soltanto trentotto, 20 bambini in meno rispetto il 2013. Di questi che hanno raggiunto i 5 anni di età ed entrano nel mondo della scuola, otto sono sostenuti a distanza e frequentano la prima classe alla Scuola Primaria Completa Patrice Lumumba. 

Frequentare la scuola è un altro passo importante verso la crescita. Il passaggio non è semplice: alla figura dell’educatrice si sostituisce quella del professore che dovranno imparare a conoscere. Certo, qui il mondo è un altro, i bambini faranno fatica, perché i professori non potranno conosce tutti i bambini. Le classi elementari statali, infatti, hanno un numero esorbitante di alunni, le aule sono insufficienti, non ci sono né banchi, né sedie, i più fortunati se le portano da casa. Da qui l’insistenza dei genitori per adibire alcune sale per le prime classi elementari. Qualche genitore spinge molto più in alto e vorrebbe la costruzione della scuola. Hanno fatto la proposta di depositare 50,00 meticais al mese, circa €1,10, per tre anni. Sono solo proposte, ma che pian piano prenderanno piede. 



Sviluppo e manutenzione del Centro

Il Centro ha guasti costanti, soprattutto le lampade, per i tanti sbalzi di corrente che rovinano anche gli elettrodomestici; le tubature dell’acqua ora schiacciate dalle radici degli alberi, ora ostruite da oggetti che i bambini si nascondono nelle mani o nelle tasche e che silenziosamente infilano nei wc. L’ispezione sanitaria ha fatto osservazioni: la mancanza di reti alle finestre l’aria condizionata in dispensa. Ammira comunque gli angoli di interesse dove ciascuno/a bambino/a esprime le sue preferenze, attraverso il gioco. 

Sì, il Centro Infantile si pone come un vero Centro di crescita e di sviluppo dell’autostima, della personalità e della creatività dei bimbi. Qui gli orfani, gli abbandonati e i socialmente depressi, trovano spazio per rielaborare e superare la loro sofferenza (due anni), per ridurre la loro aggressività e farsi una personalità maggiormente equilibrata.

Per me, rimane aperta la sfida del futuro del “guardare lontano”, un motto caro alla Compagnia Missionaria da molti anni e che continua a guidarci nelle nostre scelte. Già non è sufficiente dare l’educazione infantile di qualità, bisogna pensare anche a una risposta di educazione scolare qualificata che non crei discontinuità con il percorso formativo precedente. Sopra ho già descritto di come le famiglie cerchino un’educazione di qualità che dia continuità ai valori morali e religiosi contenuti nei programmi educativi del Centro. Infatti, il decrescere della qualità formativa dovuta a professori non motivati e poco preparati, al numero eccessivo di alunni nelle classi a cui il Ministero dell’Educazione non ha ancora trovato una risposta, crea nei genitori una vera preoccupazione per il futuro dei loro figli. Questo è un sogno che genitori e noi mettiamo nel cuore della Provvidenza che per me si chiama Cuore di Gesù.

Ecco il “giorno dopo giorno” al Centro e dei “suoi” bambini, del servizio quotidiano da svolgere tra bambini, educatrici, ascolto delle nonne e dei genitori, cibo, muratori, idraulici, tecnici vari ecc…

Sento e conto sempre molto con il sostegno affettuoso e di preghiera, unito anche all’aiuto materiale che molti ci offrono con il sostegno a distanza, che ci permette di garantire l’aiuto educativo, l’assistenza medica dei bambini. Anche voi siete molto presenti nel loro cuore che per voi pregano ogni giorno.