Volontari! Facciamo la differenza!

Posted by a cura di Paola Berto



È lo slogan per l’Anno Europeo del Volontariato, formalmente approvato per l’anno 2011 dal Consiglio dell’Unione Europea la cui decisione è stata pubblicata, a Bruxelles, il 22 gennaio sulla Gazzetta ufficiale: «Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee».


Con l’Anno Europeo del Volontariato si celebra anche il 10° anniversario dell’Anno Internazionale del Volontariato delle Nazioni Unite che nel 2001 evidenziò un’attenzione molto grande da parte dell’opinione pubblica per i volontari e il loro contributo alla società. Lavorando in sinergia con le attività delle Nazioni Unite dunque, la Commissione europea vuole creare una strategia che promuova, riconosca, faciliti e sostenga il volontariato in modo da realizzare la sua piena potenzialità, valorizzando i progressi fatti finora e sviluppare un’attenzione sul piano politico europeo e internazionale.
La Commissione europea si pone come obiettivi strategici:

  • la creazione di un ambiente per il volontariato in UE per trasformare il volontariato in elemento di promozione della partecipazione civica e delle attività di scambio tra cittadini dell’Unione europea;

  • spronare le organizzazioni di volontariato e migliorarne la qualità per agevolare le attività e incoraggiare il networking, la mobilità, la cooperazione e le sinergie tra organizzazioni di volontariato e altri settori nel contesto UE;

  • evidenziare e riconoscere il valore delle attività di volontariato per incoraggiare incentivi adeguati per gli individui, le aziende e le organizzazioni di sviluppo del volontariato e guadagnare il riconoscimento sistematico da parte dei legislatori, delle organizzazioni civili e dei dipendenti per le abilità e le competenze sviluppate;

  • sensibilizzare sul valore e l’importanza del volontariato come espressione di partecipazione civile ed esempio di scambio tra le persone che contribuisce a risolvere problematiche di interesse comune a tutti gli stati membri, ad uno sviluppo societario armonico e alla coesione economica.

  • L’Anno Europeo del Volontariato, in tal senso, diventa una celebrazione e insieme una sfida. Una celebrazione di quei milioni di persone che in Europa si impegnano ad aiutare gli altri senza alcun compenso; di coloro che donano tempo e impegno ai loro quartieri, alle loro città, alle scuole, agli ospedali, ai centri sportivi, alla tutela dell’ambiente, ai servizi sociali, al soccorso umanitario in altri Paesi. Le nostre vite non sarebbero ciò che sono senza il loro operato e quello delle migliaia di organizzazioni di volontariato esistenti in Europa. I volontari fanno la differenza! Ma il 2011 vuole anche essere una sfida, rivolta a coloro che non si occupano di volontariato. Attualmente in Europa sette persone su dieci non fanno volontariato per motivi diversi, tra i quali vi è la mancanza di informazione su come partecipare, scarse risorse economiche e la sensazione di non essere in grado di poter fare volontariato.
    Questo sarà un anno ricco di eventi e attività che si auspica andrà a rafforzare valori e obiettivi europei previsti dai trattati, quali la promozione della coesione sociale, della solidarietà e della partecipazione attiva, favorendo la crescita dell’identità europea; andranno a smuovere le vigenti politiche europee qualora il ‘soggetto volontariato’ sia attento ai temi dell’inclusione sociale, della formazione permanente per tutti, dei giovani, del dialogo inter-generazionale e di quello interculturale, dell’integrazione dei migranti, degli aiuti umanitari, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, dei diritti umani, della responsabilità sociale e della promozione di una cittadinanza europea attiva.